UFFICIALE GENOA CLUB

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dissabte, 8 de setembre de 2012

Entrevista a Pipo Spagnolo


A continuació, transcrivim l'entrevista que han fet els redactors de Pianeta Genoa, a un dels nostres amics i històric capo de la tifoseria genoana: Pipo Spagnolo. 


Pippo Spagnolo: «Auguri Grifone! Faremo un campionato tranquillo»

Per il compleanno del Genoa abbiamo sentito Pippo Spagnolo, storico capo della tifoseria rossoblù che ha vissuto in prima fila le vicende degli ultimi ottanta anni del Grifone.
Innanzitutto mi dia una definizione dell’essere genoani.
Essere genoani è una motivazione. A chi si lamenta dei risultati io faccio sempre questa battuta: “Sei genoano e vuoi anche vincere?”. Non è la squadra che conta ma la gente.
Partiamo dai ricordi. Qual è stata la prima partita che visto del Genoa?
Una vittoria del Genoa sul Liguria a Cornigliano, mi pare fosse il 1939. Ho un ricordo sbiadito: avevo solo sei anni, però rammento Ugo Conti, una grande punta che faceva tantissimi gol.
Il campionato più emozionante che ha vissuto?
Senza dubbio la C del 1970-71 e la promozione in A di due anni dopo. Furono vittorie di popolo sia  perché la società andò avanti in autogestione con l’azionariato popolare (14 mila soci nel giugno del 1973, ndr) sia perché il pubblico non mancò mai. Allo stadio c’erano sempre 42 mila paganti e si facevano trasferte da 25 mila persone – in Serie C! - compresa quella storica in nave a Sassari.
E la partita che non potrà mai dimenticare?
Quella con il Lecco di due anni dopo che ci permise di tornare in Serie A nel vecchio stadio stracolmo.
Parliamo di oggi. Come giudica la squadra allestita per questa stagione?
La squadra dà delle speranze sono sicuro che faremo un campionato tranquillo.
Un giudizio sulla presidenza Preziosi.
Fosse per me terrei tutti i giocatori bravi della squadra, però capisco che Preziosi debba amministrare ed è un compito difficile. Vedo che comunque anche le altre società devono fare i conti con i bilanci e quindi è normale vendere i migliori.
Cosa pensa della vicenda Genoa-Siena e dei provvedimenti presi nei confronti dei duecento che sono andati nei distinti?
I Daspo sono una cosa obbrobriosa: quei ragazzi non hanno fatto nulla, nessuna violenza a nessuno. Hanno voluto punirli per dare un esempio ma non hanno capito che la violenza non esce dagli stadi ma entra negli stadi. E’ figlia dei tempi: c’è più violenza nelle discoteche rispetto agli stadi. La tessera del tifoso? La farò solo quando faranno quella del discotecaro…
Oggi il Grifone compie 119 anni: gli faccia un augurio.
L’anno prossimo saranno 120: spero e sono certo che arriveremo anche a 1200!